Languido, sentimentale, romantico.
E vorrei vomitare.
Tornare.
Ancora una volta.
Tutte quelle parole, quelle emozioni provate durante lo scorrere del tempo, tutte le ferite e i fraintendimenti.
E la gente non ascolta.
Inchiostro invisibile.
Ma ancora una volta eccomi, ancora una volta sul palcoscenico.
Ancora una volta.
Sembra che non possa impedirmi di farlo.
Mancanza?
Forse solo voglia di comunicare.
Libri, canzoni.
Inchiostro invisibile?
E poi sono mesi che non vedo il sangue del mio sangue.
Mesi che non vedo gli occhi capricciosi e grandi del Piccolo Mostro.
Ci siamo persi.
Per voi mortali è impensabile, forse.
Anni, secoli senza una sola parola.
Ma noi combattiamo la nostra vita sulla scala dei millenni.
Riempire, lentamente, giorno dopo giorno, il vuoto lasciato da quei sorrisi, quegli occhi.
Assenza e solitudine.
Stringo a me il corpo caldo di una donna.
Affronta un'esistenza senza coscienza dentro la sua gonna corta di vinile.
La mia mano scorre sulla schiena arcuata umida di sudore.
Sento i suoi capelli sottili sulla faccia.
Vorrei tanto che fosse mia.
Io, un uomo bellissimo e molto più giovane, ballo con lei.
Sento il suo sangue lungo il collo.
Sento i suoi pensieri.
Assenza e solitudine.
Non cambia poi molto.
Mortali od immortali.
Non cambia.
Il suo odore forte, misto al profumo che si è messa prima di uscire.
Perchè è venuta qui? Perchè si lascia toccare da me?
Cosa prova in questo?
Niente.
Sta ballando con la Morte e non lo sa.
Lo percepisce, forse.
Ma continua a volermi, volermi disperatamente.
Non l'ho uccisa.
Non mi interessava.
E sono di nuovo qui ad inseguire il mio sogno.
A volte penso quale buffa ironia ci sia in tutto questo.
Uccido e amo voi mortali ogni giorno.
Ma senza una parola, senza nessun reale contatto.
Sono un VAMPIRO.
Mi nutro della vostra vita, dei vostri ricordi, delle vostre emozioni.
Vivono in me per sempre.
Ma non c'è scambio, non c'è mai confronto.
Ma non voglio solo questo.
Non lo accetto.
Io voglio la guerra.
Lo scandalo.
Muovermi, capire, avvicinarmi alla verità.
Cercare.
Posso farlo solo qui, lontano da tutti, lontano da voi.
Fisicamente lontano da voi.
Desiderare. Desiderare. Desiderare.
La sottile sofferenza che provo nel parlare con voi, senza avervi.
Impedendomi di avervi.
Perchè potrei avervi.
Potrei avervi tutti.
Lestat.
San Francisco, 27 febbraio 2004



